unquadernoarighe.it - Il Blog
Talvolta i pensieri che corrono per i corridoi della mia mente non passano lasciando il posto a loro simili più o meno importanti, ad immagini più immediate o a suoni più belli e riposanti.
Talvolta ciò non avviene; si accumulano, invece, in cataste disordinate, alte al punto di renderne il recupero praticamente impossibile. Serve allora che qualcuno bruci questa pila di pensabile, che la conservi altrimenti, che la sposti e la cataloghi riponendo ogni cosa in un ordine logico, sequenziale.
Raramente quando tutto è rimesso nel binario di una supposta normalità si riesce a trovare un senso compiuto.
Presto è chiaro come l’ordine non serva a conferire significato, ma piuttosto a concedere tregua ai nuovi passaggi, scorribande e campeggi di idee diverse, nuove.
Il senso profondo di quel catalogo vitale non è la successiva ricerca dei suoi contenuti, ma uno sgombero forzato, un liberamento del passaggio.
Così Un quaderno a righe (Tal dei Tali) non è un indice di materiale utile e in forma divulgabile.
È piuttosto un magazzino di tutta l’inutile importanza che per voglia o per forza non posso più portare con me. È una catasta di vissuto o vivibile che poco o nulla ha da insegnare; è il mio appoggio, seppure incerto, irrinunciabile.
Come osservando i rifiuti di una famiglia, qualcosa traspare della mia sopravvivenza da questo cumulo di spazzole, spranghe, assi di legno, codici a barre, tessuti colorati.
Tutto potrebbe essere indispensabile o irrimediabilmente superfluo.
