Note biografiche

Michele Pala è un autore autodidatta. 
foto_M.jpgL'illustrazione, le arti figurative, la narrazione sequenziale, sono i mezzi espressivi prediletti.Tra le tecniche utilizzate il disegno a china trova un posto importante, per povertà di mezzi (penna, inchiostro e carta) ma grandi potenzialità espressive. Google Art è il termine coniato per autodefinirsi e contestualizzare le sue illustrazioni: tutto ciò che un mondo globalizzato, informazionale e in rete, pone a disposizione del "navigatore" in termini di immagini mediate, è tutto ciò che il mondo collegato in rete può vedere, osservare e registrare. Immagini e, con esse, esperienze sempre più mediate, incrementano la distanza dalla realtà vissuta fino ad affrancarsene, creando di fatto una realtà alternativa. L'immensità di una banca dati appare onnicomprensiva, ma la sua stessa esistenza tradisce un diffuso sentimento di assenza il cui sintomo principale è proprio la sovrabbondanza di messaggi, codici, immagini. Il voler esserci che traspare dai miliardi di pagine web è un grido antico, iniziato con l'impronta di una mano lasciata sulla parete di una caverna milioni d'anni fa. L'impronta - evoluta tecnologicamente - lascia intatto il suo significato originario di coscienza della fine e, insieme, tentativo di sfuggire ad un destino d'oblio. Dunque assenza, di significato e di memoria. L'assenza non può esser vista, ma se ne può percepire l'essenza, come un vento forte o leggero che testimonia la sua presenza invisibile muovendo il visibile. E come il vento, che quanto più è forte tanto più è possibile apprezzarne gli effetti, anche le migliaia di miliardi di immagini catturate in rete da un motore di ricerca, danno la misura del sentimento di assenza che pervade questo tempo. L'artista della Google Art tenta di fissare in un segno quest'assenza-essenza.

Il pensiero umano continua da sempre a produrre i suoi segni per dirsi che esiste: un'enorme quasi infinita parete gli si erge di fronte tutta rigata dai suoi scarabocchi, (anche talvolta bei disegni): essa sta lì per ricordargli che la strada è sbarrata da quel suo stesso incessante descrivere e ritmare, fare e rifare, senza fine e senza interstizi, a causa del timore che mai può cessare d'una morte incombente: essa nasce già al primo vagito dell'essere. (P. Ferrari - In-abscence http://www.in-absence.org/)